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JU - JITSU - LE ARMI

IL JU JITSU - LE ARMI

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La katana (刀) è la spada lunga giapponese. Anche se molti giapponesi usano questa parola per indicare genericamente una spada, il termine Katana (o più precisamente uchigatana) si riferisce ad una specifica spada a lama curva e a taglio singolo usata dai samurai. Nonostante permettesse tranquillamente di stoccare, veniva usata principalmente per colpire con dei fendenti, impugnata ad una o due mani. Quest'ultima diventò la maniera più comune, sebbene Musashi Miyamoto, nel Libro dei Cinque Anelli, raccomandasse la tecnica a due spade, che presupponeva l'impugnatura singola. Veniva indossata con la parte concava della lama rivolta verso il basso, in modo da poterla sguainare velocemente con abili movimenti.
L'arma era portata di solito dai membri della classe guerriera insieme al wakizashi, o spada corta. La combinazione delle due spade era chiamate daisho (lett. grande e piccola), e rappresentava il potere o classe sociale e l'onore dei samurai, i guerrieri che obbedivano al daimyō (feudatario). Più precisamente la combinazione daishō era costituita fino al XVII secolo da tachi e tanto, e solo in seguito da katana e wakizashi. . . . (SEGUE)

 

SAI

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Sai (釵) è il nome Ryukyu per un'arma tradizionale di Okinawa  anche usata in India, Cina, Indonesia, Malaysia and Thailandia. La sua forma è essenzialmente composta da una sorta di bastone arrotondato e appuntito, con due lunghe proiezioni non affilate (tsuba) attaccate al manico. La parte finale del manico viene denominata tirapugni. I Sai vengono costruiti in varie forme: quelli Tradizionali sono arrotondati, mentre alcune riproduzioni hanno adottato un ottagono nel rostro centrale. Gli tsuba sono tradizionalmente simmetrici, tuttavia, il Sai chiamato Manji, sviluppato da Taira Shinken impiega due tsuba uno opposto all'altro.
Si crede che il Sai sia sempre stato un'arma, benché alcuni ipotizzano si sia originato come uno strumento dell'agricoltura usato per misurare i gambi, campi arati, piantare il riso, o come fermi per le ruote dei carri, anche se le prove di questi usi sono limitate. Il Sai è conosciuto per essere stato usato in altre parti dell'Asia prima del suo arrivo a Okinawa. Le prove più recenti lo porterebbero ad una origine Indonesiana. In malese il Sai è conosciuto come chabang (anche scritto cabang/tjabang, col significato di ramo) e si pensa derivi dal tridente Indiano. Attraverso il commercio, il chabang si diffuse attraverso il resto dell'Indocina e potrebbe aver raggiunto Okinawa da uno o più di questi luoghi simultaneamente. In Cina potrebbe essere stato conosciuto come San-Ku-Chu. E' anche degno di nota il fatto che la lettera Greca Psi, è un'omonima del sai e che la forma della lettera stessa ricorda la forma dell'arma.

L'utilità del Sai come arma è conferita dalla sua forma particolare. Con la giusta abilità, può essere usato contro una spada lunga intrappolandone la lama con gli Tsuba. Ci sono molti diversi modi per brandire quest'arma con le mani, il che gli conferisce la versatilità di poter essere usata sia in modo letale che non-letale. Il Sai è usato primariamente come arma da impatto o per veloci colpi di punta al plesso solare. Il Sai ha anche molti usi difensivi per bloccare altre armi.
Uno dei modi per tenerlo in mano è stringerne l'impugnatura con tutte le dita e ancorare i pollici nell'area tra gli tsuba e lo stelo principale. Questo permette di cambiare rapidamente e senza sforzo tra la parte anteriore lunga e la parte posteriore smussato. Il cambio si fa mettendo pressione nei pollici e ruotando il sai finché non si è girato completamente e il dito indice è allineato con l'impugnatura. Il Sai è generalmente più facile da maneggiare in questa posizione. Il tirapugni serve a concentrare la forza di un pugno, mentre con la parte lunga si può mettere verso il nemico, come protezione per i colpi all'avambraccio o per colpire come con una normale daga.
Alcuni tengono il dito indice disteso e allineato con l'impugnatura centrale sia che il tirapugni sia in alto, sia che il rostro centrale lo sia. Il dito può stare dritto o leggermente piegato. Le altre dita vengono tenute sullo stelo principale e il pollice sostiene lo tsuba.
Le prese descritte sopra evidenziano la versatilità di questo arnese sia come arma da offesa che come arma da difesa. Entrambe le prese ne facilitano lo scambio tra la punta e il tirapugni mentre il Sai viene tenuto con una presa sicura.
Il Sai di solito si insegna usandone una coppia - tenendone uno in ogni mano. Negli Stati Uniti uno stile diffuso è lo Yamanni Ryu. Ci sono 5 Kata comuni usate nell'istruzione, inclusi due kihon. Lo stile include una varietà di parate, schivate, colpi e prese contro gli attaccanti da tutte le direzioni e livelli di altezza. L'uso della punta, del tirapugni e della barra centrale viene enfatizzato, assieme a rapidi cambi nell'impugnatura per attacchi/parate multipli.
Il Jitte è l'equivalente Giapponese con una sola punta del Sai di Okinawa e fu usato primariamente dalla polizia Giapponese durante il Periodo Edo. E' un arma caratteristica nel curriculum di diverse scuole Giapponesi di Jujutsu e koryu.

 

BO - TONFA - JO - NUNCHAKU - KAMA - NAGINATA

bo tonfa logo

Bo: (棒) è un lungo bastone, lungo circa 1,80m, solitamente di legno o bambù, si usa solitamente con entrambe le mani. Il bo standard è talvolta chiamato rokushakubo (六尺棒). Il nome è composto dalle parole giapponesi roku (ossia "sei"), shaku (un'unità di misura giapponese pari a 30.3 cm, appena meno di 1 piede) e bo (cioè "legno"). Quindi rokushakubo significa un'asta di legno lunga sei shaku (181.8 cm, circa 6 piedi). Altri tipi di bo sono di diversi materiali, leggeri, pesanti, rigidi o flessibili, da un semplice pezzo di legno raccolto per strada ad armi ornamentali decorate artisticamente. L'arte marziale dell'uso del bo è detta bōjutsu (棒術, arte del bastone). Il principio d'uso è l'aumento della forza del colpo tramite la leva. Vengono utilizzati fendenti e colpi di punta, oltre a tecniche di disarmo e di immobilizzazione, nonché leve articolari. Il bo è principalmente uno strumento di autodifesa. Anche se la tecnica odierna più diffusa è fondamentalmente di derivazione giapponese, esistono arti marziali che utilizzano il bastone in praticamente tutti i continenti: ad esempio in Italia c'è la scuola del bastone siciliano o paranza, oggi integrata nel liu-bo.

Tonfa: è un arma tradizionale delle arti marziali cinesi e giapponesi. E' composto da una impugnatura (Tsuka), lunga 12cm, e da un corpo (Yoka), di lunghezza variabile dai 50 ai 60cm circa. La misura ottimale varia da persona a persona ma in generale, una volta impugnato, deve sporgere all'incirca di 3cm dal gomito.
Utilizzo del Tonfa.
Come la maggior parte delle armi tradizionali del Kobudo, il Tonfa era in origine uno strumento agricolo, la manovella per azionare la macina del mulino, che i contadini impararono ad utilizzare per combattere dopo il decreto che proibiva il possesso di armi. Questo poteva essere facilmente estratto dalla macina e utilizzato per difendersi dai colpi, impugnandolo con la parte lunga del corpo (Yoka) a protezione dell'avambraccio. I colpi erano portati con la parte corta del corpo (in affondo), con la parte terminale opposta (Yoko Nage) o imprimendo una rotazione all'arma con un movimento secco del polso.
Grazie alla sua versatilità il Tonfa è oggi entrato a far parte della dotazione di molte forze di polizia(ad esempio negli Stati Uniti, in Canada e in Germania) in sostituzione del classico manganello.

Jo: sostanzialmente un bastone corto, lungo più o meno come un comune manico di scopa. Il Jo è un'arma molto maneggevole e la sua forza sta nell'abilità di farlo scorrere velocemente nelle mani, in maniera da offrire al bersaglio sempre una lunga porzione dell'arma allo scopo di mantenerlo a distanza. Tra le tecniche utilizzate vi sono affondi, leve e sbilanciamenti.

Nunchaku: questa arma è composta da due corti bastoni tenuti insieme da una corda (stile giapponese, a sezione ottagonale) o una catena (stile cinese a sezione circolare). Diversamente da quanto si possa pensare, il Nunchaku, che è stato reso popolare dai film di Bruce Lee, non viene tenuto in costante movimento, ma viene più spesso utilizzato in diverse guardie o addirittura in una mano sola, come un piccolo bastone. Fra le tecniche base vi sono rapidi colpi portati di rimbalzo e leve articolari al polso ed al braccio.

Kama: il Kama è una sorta di falcetto con lama a becco di corvo utilizzato prevalentemente in coppia. Le tecniche base prevedono blocchi e soprattutto tagli ai legamenti ed alle articolazioni, effettuati allo scopo di disarmare o rendere inerme il nemico.

Naginata: quest'arma è sostanzialmente un Bo con montata una lama di Katana ad una delle estremità. Le tecniche di Naginata richiamano quelle del bastone lungo ma enfatizzano i colpi portati con la lama, a cui si applica il movimento di taglio tirando verso di sé l'arma nel momento in cui la lama impatta sul nemico, allo scopo di provocare profondi ed estesi tagli.

©2008 Andres72