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JU - JITSU - LA DISCIPLINA - REGOLE E POSIZIONI BASE

IL JU JITSU - LA DISCIPLINA - REGOLE E POSIZIONI BASE

JU JITSU - LE REGOLE BASE DEL DOJO

Rei (saluto)Il Rei (giapponese 礼; cinese 禮 pinyin Lǐ) è un concetto fondamentale per tutte le arti marziali di origine giapponese in quanto espressione della cortesia, del rispetto e della sincerità. Il rituale del saluto è semplice nella sua forma esteriore, ma molto complesso nel suo aspetto interiore. Il saluto è spesso accompagnato dalla parola "osu" (pronunciata oss) 押忍 sommariamente traducibile con "tollerare controllandosi". Questa espressione viene usata in palestra quando si salutano i compagni o il maestro, o quando si manifestano approvazione e conferma. La complessità simbolica del saluto implica, in senso posturale, l'allineamento perfetto del ventre, del busto e della testa, centri, rispettivamente, della volontà, dell'emotività e dell'intelletto. La posizione del saluto è inizialmente verticale ed esprime la "via spirituale"; si inclina poi orizzontalmente, ad indicare la "via materiale"; tanto più è profondo l'inchino tanto maggiore è rispetto portato nei confronti di chi lo riceve. Dal punto di vista tecnico il saluto può essere collettivo o individuale, effettuato in piedi (ritsurei) o in ginocchio (zarei). Al momento di entrare nel dōjō bisogna salutare con un inchino discreto e sincero rivolto al "Dojo" e lo stesso inchino deve essere eseguito ogni volta che i praticanti si pongano di fronte o eseguano un esercizio di forma (kata).

Ritsurei - saluto in piedi: (ritsurei 立礼 in giapponese) deriva dal saluto consuetudinario giapponese e viene eseguito unendo prima i talloni, mantenendo il busto e la nuca ben eretti e portano le mani con le dita tese e serrate lungo le cosce; questa posizione va mantenuta fino a che lo stato d'animo si sia fatto calmo e consapevole, quindi si piega poi leggermente in avanti il busto ed infine si torna in posizione eretta.

Zarei - saluto in posizione inginocchiata: Quando sta per cominciare la lezione gli allievi si allineano per grado (il grado più alto all'estrema destra).  Dopo che il maestro si è seduto o da il comando gli allievi, dal grado più alto al più basso, si siedono nella tradizionale posizione di seiza 正座. Per mettersi correttamente in questa posizione bisogna prima piegare la gamba sinistra ruotando leggermente a destra col busto, quindi seguire con la gamba destra; gli alluci restano a contatto o si incrociano mentre i talloni, rivolti verso l'esterno, formano un incavo in cui ci si siede; la schiena è dritta e la testa eretta, le spalle sono rilassate e le mani sono appoggiate sulle cosce coi palmi in basso e le dita rivolte verso l'interno, le ginocchia sono aperte in modo naturale - generalmente distanziate da due pugni - e determinano la stabilità della postura. Il praticante deve tenere la colonna vertebrale diritta per potere respirare in modo corretto. Dalla posizione di seiza è quindi eseguibile l'inchino detto zarei 座礼. Si esegue appoggiando sul terreno di fronte a sé prima la mano sinistra e poi la destra con i palmi in basso e le dita serrate e rivolte leggermente verso l'interno, quindi si esegue un inchino in avanti senza sollevare i fianchi dall'incavo dei calcagni. Questa ritualità è il retaggio della casta dei samurai e, in caso di necessità, permetteva loro di sguainare agevolmente la spada anche da una posizione così svantaggiata; inoltre la «tradizione marziale narra che nessun guerriero degno di tal nome abbassava la testa al punto di perdere di vista le mani della persona che gli stava di fronte, esponendosi così ad un attacco improvviso ed imparabile». Le espressioni verbali che precedono l'inchino vero e proprio sono solitamente scandite dall'allievo più anziano (senpai 先輩), seduto a capofila all'estrema destra degli allievi, e si invertono a seconda che si sia ad inizio dell’attività/lezione o alla chiusura della stessa: «Sensei ni rei», il saluto al maestro (sensei 先生); «Otagai ni rei», il saluto reciproco che simboleggia l'unità ed esprime il rispetto che si deve agli altri. Alla fine di ogni inchino si torna in posizione di seiza riportando sulle cosce prima la mano destra e poi la sinistra; a conclusione dell'ultimo saluto - solitamente il reciproco - il maestro si alza ed all'ordine «kiritsu 起立» è seguito dagli allievi.

 

JU JITSU - LE POSIZIONI BASE DEL JU JITSU

 

Yoi
Posizione di Yoi (posizione di attesa)
La posizione si assume portando i piedi in posizione parallela ad una distanza pari alla larghezza delle spalle, le piante dei piedi ben salde a terra e le ginocchia leggermente piegate; il busto eretto ed in linea con la testa come ad essere sostenuti da un filo sospeso allo Zenit, il bacino rilassato e leggermente "seduto", le spalle rilassate ma non cadenti e le braccia leggermente in avanti con le mani chiuse a pugno all'altezza dell'inguine; gli occhi aperti la bocca chiusa con la lingua che tocca il palato ed il mento leggermente reclinato verso lo sterno. E' una posizione di fermezza e stabilità. L'insieme esprime controllo della forza, stabilità di propositi.
Zenkutsu
Posizione di Zenkutsu (posizione di caricamento)
La posizione è sinistra o destra a seconda della gamba in posizione avanzata; questa è piegata allineando in verticale ginocchio e dita dei piedi mentre l'altra è stesa e retrocessa, quanto più possibile vicina al terreno e tende ad allargarsi verso l'esterno per guadagnare stabilità (all'incirca 10°). Il busto è frontale ed in linea con la testa; il bacino si abbassa all'altezza del ginocchio. La posizione delle mani diverge a seconda ci si trovi in allenamento (la mano corrispondente alla gamba avanzata poggia sul ginocchio con le dita stese e leggermente orientate verso l'interno, mentre l'altra, poggiando sul gluteo, spinge verso il basso) o in combattimento (le mani chiuse a pugno con i pollici verso l'alto, sono poggiate sui fianchi appena sopra il bacino con i gomiti stretti al busto). E' la posizione di carico/scarico della forza, di stabilità laterale e frontale assieme.
Kiba Dachi
Posizione di Kiba Dachi (o del cavaliere)
La Posizione è si assume divaricando le gambe oltre la distanza delle proprie spalle con gli alluci dei piedi leggermente rivolti verso l'interno e le ginocchia leggermente tendenti all'esterno; il bacino è "seduto" e la schiena eretta in linea con la testa; le spalle rilassate ma non cadenti; le le mani chiuse a pugno con i pollici verso l'alto, sono poggiate sui fianchi appena sopra il bacino con i gomiti stretti al busto. Gli occhi aperti la bocca chiusa con la lingua che tocca il palato ed il mento leggermente reclinato verso lo sterno. E' una posizione di massima forza e stabilità anche verticale.
Kamae
Posizione di guardia (Kamae)
destra e sinistra a seconda del fianco rivolto verso l'avversario. I pugni chiusi proteggono con le braccia eventuali attacchi da parte degli avversari. Le gambe in posizione parallela, leggere e anch'esse pronte a sferrare contattacchi.
©2008 Andres72